destgibellina
Il progetto

È una piccola città, Gibellina, ma la sua storia profuma di riscatto, di ricostruzione: fiore posto nel cuore pulsante della Valle del Belìce, colpito nel 1968 da un terremoto che lo devasta fin dalle radici, avvia ben presto un duro percorso di riaffermazione di sé. Una Gibellina vecchia e nuova allo stesso tempo, che per rialzarsi fa leva su due fulcri: la terra e l’arte.

Proprio partendo dalla Natura e da ciò che essa sa offrire a chi vi si dedica con cura e passione, la popolazione ha dato il via alla rinascita della città, guidata da una figura forte quale Ludovico Corrao, sindaco per oltre vent’anni che, invitando grandi artisti del panorama nazionale ed internazionale a creare delle opere a e per Gibellina, la trasforma in un museo en plein air.

La presenza dell’arte in tutte le sue manifestazioni ha permeato profondamente la forma mentis dei giovani gibellinesi tanto da far sì che la Fondazione Orestiadi, con il suo Museo delle Trame Mediterranee, sia da sempre a pieno titolo uno dei punti focali della città, eccezionale palcoscenico per il Festival delle Orestiadi.

Allo stesso tempo, sotto questo cielo, una Cantina, con i suoi sapori, i suoi odori, la sua vitalità, diviene rappresentazione di quell’universo di senso assolutamente unico che le ruota intorno, di quel concetto di museo così intimamente legato al nostro modo di vedere il mondo da averla indotta a realizzare, grazie al fondamentale contributo dell’Accademia di Belle Arti di Brera, il Barriques Museum all’interno di una barricaia attiva: quella di Tenute Orestiadi.

Dall’incontro tra queste realtà, così diverse eppure così simili, nasce il progetto di Destinazione Gibellina, una piattaforma di forze sane, trait d’union tra natura e forme d’arte, mirato a dar nuovo lustro alla città partendo proprio da quelli che sono i suoi punti di forza. Dieci eventi in sei mesi, per il 2017, un calendario ancora più ricco per il 2018, anno in cui ricorrerà il cinquantesimo anniversario del terremoto, con un fine abbastanza chiaro: intrecciare rapporti le cui trame restituiscano forza alla Valle del Belìce, che siano la scala che, piolo dopo piolo, possa riportare in alto un’area tanto bella quanto, troppo spesso, dimenticata.

Destinazione Gibellina vuole, attraverso le sue varie declinazioni, lasciare alle nuove generazioni qualcosa di concreto, segno tangibile del passaggio non solo fisico, ma anche culturale, di una scossa che tocca diversi ambiti della vita civile e ne raccoglie i frutti in un unico insieme.

A tal proposito due progetti, voluti da Tenute Orestiadi e applicati alla logica di Destinazione Gibellina, uno legato al restauro del contemporaneo, frutto della collaborazione tra la cantina e l’Accademia di Belle Arti di Brera, mirato a recuperare opere d’arte che necessitano di un intervento di manutenzione per tornare all’iniziale splendore, curato dalla cattedra di restauro dell’Accademia.

Allo stesso tempo, un secondo progetto, riguarda la pianificazione di attività volte a lasciare un’impronta ecologica ridotta, adottando politiche green da applicare partendo dalla vita in vigna e che attraversino tutte le fasi del processo di lavorazione, mediante il ricorso al fotovoltaico, al controllo delle acque, alla scelta di materiali con basso impatto ambientale e la promozione continua di attività di divulgazione ed educazione durante gli eventi.

La scelta di scommettere sul restauro del contemporaneo e sull’ecosostenibilita è sintomo della chiara ed univoca volontà di legare il passato, più o meno recente, attraverso le sue espressioni artistiche e le sue pratiche agricole, al futuro, all’innovazione, al continuo sviluppo del mondo in una visione ottimistica, positiva e propositiva, fornendo ad un progetto la forza prorompente del sogno, della chiave di volta per un cambiamento duraturo.